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Azienda Agricola

Negli ultimi tempi ci sono arrivate un sacco di tessere e riconoscimenti, diplomi e diplomini: Soci effettivi del Consorzio di Tutela della Cinta Senese ( i nostri bei porcellini striati ); poi l'iscrizione all'ANAS, che non è quella delle strade italiane bensì l'Associazione Nazionale Allevatori Suini. Siamo distributori certificati di carni bovine di Alta Qualità e tutte strettamente nazionali...e poi...e poi...
Ma sai una cosa? A noi poi di tutte queste carte ,anche se ci compiacciono, non importa tanto. Ci piace fare le cose ben fatte e ci entusiasmiamo e divertiamo con quelle più difficili, con le sfide.
Ecco perchè abbiamo preferito un settore cosiddetto "di nicchia".

I nostri polli ruspanti sono allevati allo stato brado e hanno la certificazione biologica italiana.
 
Razze di pollame italiche rare e quasi estinte, bovini - e daì!- sempre nazionali e pregiatissimi . Sappiamo che con vitelli di Razza Piemontese, Romagnola e Chianina non si sbaglia.
E, se vorrai, potrai confermare quanto ti diciamo.
Ad un patto però: a pancia piena e con davanti un bel bicchiere di rosso!

Cenni storici sulla Cinta Senese:
Origini: La Cinta Senese ha origini antichissime ma ancora incerte. Una delle prime testimonianze della sua esistenza è l'immagine effigiata nell’affresco del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Comunale di Siena, risalente al 1338. Fatto è che introdotta nell’areale Senese, ebbe subito una buona diffusione per le sue caratteristiche di robustezza e di facile adattabilità ad essere allevata allo stato brado. Fino agli anni ’50, quasi tutte le famiglie contadine allevavano qualche Cinta per poi lavorarne le carni e fare scorta di salumi.
Negli anni ’50, iniziò l’introduzione delle razze suine "Bianche" – con predominanza dei "Large White". Fu una grande rivoluzione, in quanto, quest’ultima razza, anche se non idonea all’allevamento brado, era più prolifica della Cinta, e l'animale era pronto per la macellazione dopo solo 6 mesi di vita, mentre lo sviluppo della Cinta richiede un periodo superiore ad un anno. Venne poi di moda l’incrocio tra verro Large White e scrofa di Cinta Senese, con la produzione di maiali detti "Grigi". Questi conservavano l’attitudine al pascolo brado, ma erano precoci nello sviluppo. Questa pratica di incroci permane tutt’oggi, e si può ben dire che è la principale ragione della sopravvivenza della razza "Cinta". Infatti, la ragione per cui alcuni rari allevatori hanno mantenuto Cinte Senesi in relativa purezza, era proprio per poterle incrociare con le razze bianche.
L’interesse per il ripristino in purezza della Cinta Senese è di questi ultimi anni. Una serie di allevatori hanno deciso di partecipare alla reintroduzione di questa razza autoctona e quasi estinta. La Regione Toscana, La Provincia di Siena, L’Associazione degli Allevatori Senesi ed altri Enti preposti hanno fatto un notevole sforzo, incentivando anche con contributi, l’acquisto ed il mantenimento dei riproduttori, al fine di raggiungere un numero sufficiente di animali atto a togliere la Cinta Senese dalla lista delle specie in estinzione. La battaglia per salvaguardare la razza è tuttora in corso, ma le speranze di salvare questi splendidi animali migliorano ogni giorno.
Nel 2000 è stato costituito il Consorzio di Tutela della Cinta Senese (di cui anche Noi ne facciamo parte), che ha presentato la richiesta per l'ottenimento della DOP alla Comunità Europea. Contrariamente ad altre DOP europee, la DOP per la Cinta Senese è stata richiesta non per alcuni prodotti, ma per l'intero animale.
Descrizione: La Cinta (VEDI FOTO) è un maiale di taglia media, con cute nera, setole nere poco folte, ed una caratteristica fascia bianco rosata (una sorta di cintura, per l’appunto) che cinge torace, spalle, garrese e arti anteriori. La testa, non molto grande finisce in un grugno rugoso, lungo e sottile. Le orecchie sono piccole e puntano in avanti. La groppa è spiovente ed inclinata e la coda con pennacchio di setole in fondo è quasi sempre portata senza ricciolatura. Si adatta benissimo agli ambienti boschivi dove mangia ghiande, castagne, funghi e tutti i prodotti del sottobosco. Non presenta particolari problemi di allevamento.
Qualità: Essendo allevata allo stato brado (ovviamente oggi il nutrimento viene integrato con miscele di graminacee), presenta una carne molto più saporita di quella di maiali provenienti da allevamenti con stabulazione fissa. A questo si aggiunge la caratteristica tipica della Cinta di presentare una carne scura e ben marezzata di grasso che la distingue.
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